Borgomasino, Caravino, Ivrea, Montalto Dora, Pavone C.se, Strambino, Vestignè, Vische – Ripristino corridoi ecologici Torrente Chiusella e Fiume Dora Baltea

3.1 TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL VERDE URBANO ED EXTRAURBANO

Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano

Scheda intervento

Dati generali

Comune:
Borgomasino, Caravino, Ivrea, Montalto Dora, Pavone Canavese, Strambino, Vestignè, Vische
Zona omogenea:
Zona 9: Eporediese
Missione:
2
Ambito d'azione:
Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano
Investimento:
2.881.000,00 €
Stato intervento:
Avviato
Tempi di chiusura previsti:
28 Febbraio 2026

Data ultima modifica: 29 Febbraio 2024

  • 66.24

    ettari da riforestare

  • 68000

    piante forestali

  • 2.88

    mln

    € di investimento

Le aree oggetto di intervento, di proprietà del demanio idrico regionale e per piccole porzioni dei comuni di Montalto Dora e Pavone C.se, si collocano nella pianura alluvionale piemontese, all’interno dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, lungo l’asta fluviale della Dora Baltea e del Torrente Chiusella. Gli ambienti presenti all’interno dell’ambito sono sottoposti a disturbi più o meno frequenti, sia di tipo antropico che naturale. Tali condizioni hanno portato alla diffusione di formazioni vegetali di tipo ruderale con frequente insediamento di specie alloctone invasive.
L’obiettivo generale del progetto è migliorare e implementare un importante corridoio nell’ambito della Rete Ecologica Provinciale.
Gli obiettivi specifici sono quindi legati alla tutela della biodiversità in un’ottica di riqualificazione dell’ambito perifluviale in cui l’impianto di specie afferenti alla vegetazione naturale potenziale mira a incrementare:

  • le funzionalità ecologiche dell’ambiente golenale;
  • la qualità paesaggistica e in generale l’offerta di servizi ecosistemici di regolazione.

Si evidenzia inoltre come gli ambiti oggetto dell’intervento si configurino attualmente come incolti e soggetti a invasioni, più o meno intense, di specie alloctone.
Gli interventi previsti andranno quindi a beneficio anche delle formazioni forestali limitrofe, con la sostituzione delle specie esotiche a carattere invasivo da parte delle piante autoctone con l’obiettivo di instaurare, nel corso del tempo, dinamiche in grado di favorire la diversificazione. Complessivamente si otterranno benefici in termini di biodiversità, grazie alla valorizzazione delle superfici forestali e degli habitat associati.